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La realtà economico-finanziaria e le prospettive sulla sostenibilità del sistema sanitario italiano, forte del suo impianto universalistico ma reso fragile da relazioni non sempre funzionali tra aziende pubbliche e imprese, stimolano l’esigenza di un approccio innovativo. In questa intervista, Davide Arcidiacono, presidente e Ad di Ngc Medical, esplora alcune soluzioni.

Ingegner Arcidiacono il Ssn, ispirato ai principi di universalità, uguaglianza e globalità, riuscirà a mantenere e consolidare i risultati raggiunti?

Dieci anni di crisi planetaria hanno prodotto ferite evidenti anche al nostro Servizio sanitario nazionale, che comunque è ancora oggi considerato uno dei migliori al mondo. Nonostante una timida ripresa economica, i dati relativi all’assistenza medico-farmaceutica in Italia rimango allarmanti. Preoccupa il fatto che milioni di italiani rinuncino a curarsi per ragioni economico-sociali. Sono diversi i fattori che minano la sostenibilità del nostro Ssn. Tra questi l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, il costo dell’innovazione, la maggiore richiesta di servizi e prestazioni alla luce di nuovi bisogni di salute.

In questa cornice, a mio parere, sarebbe opportuno: ridefinire le modalità di finanziamento del Servizio sanitario nazionale; rimodulare i Lea verso la creazione di valore, inteso come offerta di prestazione di alta qualità, riduzione dei tempi di attesa e degli sprechi, omogeneizzazione delle cure sul territorio nazionale; rivedere le detrazioni delle spese sanitarie ai fini Irpef; riordinare il quadro normativo ancorato oggi all’impianto legislativo del 1992.

 

Il tema degli investimenti in sanità che ruolo giocherà per garantire le condizioni di competitività, di qualità e di sicurezza delle strutture sanitarie?

Nell’ottica di appropriatezza e sostenibilità, il tema degli investimenti in sanità è centrale per garantire e migliorare i livelli qualitativi dell’intero sistema. Sarà fondamentale attivare un sistema di monitoraggio, analisi e controllo dei sistemi sanitari regionali al fine di intercettare eventuali e significativi scostamenti delle performance aziendali in termini di qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza ed equità dei servizi erogati. Ovviamente, lo strumento per la costruzione di una sanità più vicina alle persone e più competitiva in Europa, è rappresentato dalle scelte strategiche di politica sanitaria che saranno operate nei prossimi anni.

 

Cosa bisogna fare per assicurare omogeneità e qualità al settore dei dispositivi medici?

Il settore dei dispositivi medici continua ad essere tra i più innovativi e con le maggiori potenzialità di sviluppo. In seguito all’esigenza di regolarlo attraverso azioni efficaci di governo, è stato implementato un sistema che consente un monitoraggio efficace dei consumi e della spesa su base nazionale e regionale per i dispositivi a carico del Ssn. Inoltre, l’entrata in vigore, a livello comunitario, del nuovo Regolamento dispositivi medici imporrà standard di qualità e sicurezza dei dispositivi e delle aziende di settore più stringenti. Al fine di promuoverne l’uso in termini di economicità, efficienza ed efficacia, e di garantire l’azione coordinata dei vari livelli istituzionali interessati sarebbe auspicabile, per il governo dei consumi dei dispositivi medici a tutela dell’omogeneità del sistema, della sicurezza d’uso e della salute pubblica: rendere uniformi i capitolati di gara per l’acquisizione di dispositivi a livello nazionale e regionale; riclassificare i dispositivi per categorie omogenee ed individuare i prezzi di riferimento; istituire un’Agenzia nazionale dei dispositivi medici e promuovere il programma nazionale di Health technology assessment (Hta), basato su una rete di collaborazione tra Regioni.

 

Il perimetro delle collaborazioni pubblico-privato, come accade nel caso di fenomeni complessi, è sfumato ed in continua evoluzione. Cosa bisogna fare per strutturare le giuste dinamiche di collaborazione?

È evidente che i modelli e le forme di collaborazione pubblico-privato sono influenzati dai contesti politico-istituzionali, economici e sociali di un Paese. È altrettanto evidente che la crisi economica e sociale ha stimolato un interesse verso queste forme di collaborazione per ridare spinta all’economia locale e offrire una risposta ai bisogni dei territori. Occorre evidenziare però che, nonostante le novità previste nel nuovo Codice degli Appalti, in Italia spesso la collaborazione pubblico-privato non è definita in modo chiaro e il processo amministrativo di selezione dell’operatore economico è lungo, complesso e frammentato.

La sfida è quindi come andare incontro ai bisogni sociali in un momento in cui le risorse sono limitate, i budget decrescenti e le regole del gioco non ben definite.

La prima cosa da fare è innovare e regolamentare il modello d’intervento, in modo da conciliare risorse limitate e crescente necessità di qualità dei servizi sanitari, superando la diffidenza reciproca tra pubblico e privato, spesso causa di problemi alla fattibilità dell’iniziativa. In tal senso le partnership pubblico privato in sanità rappresentano una grande opportunità per le amministrazioni pubbliche, in termini di investimento di capitali privati, acquisizione di expertise e trasferimento del rischio gestionale. Il salto che è richiesto al pubblico è molto importante: ovvero passare da erogatore di risorse mediante bandi, a soggetto che promuove e struttu-ra progetti sostenibili.

 

Cosa fa la sua azienda per contribuire al mantenimento della sostenibilità del nostro Ssn?

La nostra azienda è da sempre attenta ai bisogni del settore sanitario. Il nostro modello di business offre alla PA la possibilità, in un quadro di risorse finanziarie limitate, di trasformare la spesa per investimenti in conto capitale in spesa corrente. Inoltre, la gestione in global service di reparti e sale operatorie consente l’ottimizzazione di flussi e processi ospedalieri, riducendo sprechi, eliminando le obsolescenze e efficientando l’intero sistema.

 

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Intervista rilasciata a Panorama della Sanità, numero 1/2, Gennaio/Febbraio 2018.

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