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Negli ultimi anni c’è stato un notevole aumento di impianti di artroprotesi totale di ginocchio, sia in pazienti reduci da traumi o lesioni che in pazienti affetti da artrosi. 

Una domanda in continua crescita quella dell’artroprotesi che, entro il 2030, si stima dovrebbe riguardare circa 3 milioni di pazienti all’anno solamente negli Stati Uniti*.

La causa principale? Il progressivo aumento dell’età media con conseguente comparsa di artrosi. 

Artroprotesi: perché sottoporvisi

L’obiettivo primario di questa tipologia di intervento è alleviare il dolore, oltre che ripristinare la normale funzionalità del ginocchio, permettendo un ritorno in tempi brevi alle attività quotidiane.

L’articolazione del ginocchio

Costituita principalmente da:

  • componenti ossee (Femore, Tibia e Rotula), 
  • componenti legamentose (Collaterali, Crociati), 
  • componenti fibrocartilaginee
  • tendini (Menischi e tendine quadricipitale) 

L’articolazione del ginocchio è contenuta da una capsula fibrosa rivestita al suo interno da una membrana sinoviale. Quest’ultima provvede oltre che a donare stabilità, in normali condizioni, alla lubrificazione all’articolazione stessa ed al nutrimento cartilagineo.

Usura della cartilagine: i motivi

L’usura cartilaginea è principalmente causata da:

  • Artrosi primaria (familiarità, obesità, disfunzioni ormonali, microtraumatismi);
  • Artrosi secondaria (pregresso evento traumatico, Osteocondrite, Artrite Infiammatoria / reumatica).

Entrambe portano ad una degenerazione distruttiva delle superfici della cartilagine articolare. Vengono descritte dai pazienti con una scala sintomatologica che inizia con un lieve fastidio, per passare poi ad un dolore intenso ed infine arrivare, se non curata, al blocco dell’articolazione.

Valutazioni pre-operatorie

Una volta valutato lo stadio di interessamento e l’estensione del danno – se limitato a un’area o diffuso a tutto il ginocchio – si può procedere con la tipologia di intervento più adeguata.

Intervento di protesi al ginocchio

La protesizzazione dell’articolazione può essere:

  • totale, qualora si vadano a ricostruire tutte le componenti articolari, 
  • parziale, qualora ad essere danneggiate siano state esclusivamente o la porzione mediale o la porzione distale.

L’intervento consiste nella sostituzione dell’articolazione con una protesi.

 

Come è formata una protesi: componenti e materiali

La protesi è formata da:

  • Una componente femorale, che sostituisce la superficie articolare del femore riproducendo la forma anatomica dei condili femorali;
  • Una componente tibiale, che sostituisce la superficie articolare del piatto tibiale;
  • Un inserto, che si interpone tra le prime due componenti e va a sostituire la funzione dei menischi permettendo di ottenere una mobilità del tutto equiparabile a quella normale;
  • Una componente patellare, che risulta essere facoltativa ed impiantata esclusivamente quanto la rotula risulta molto danneggiata.

Generalmente i materiali utilizzati sono metallici (lega di cromo-cobalto) per le componenti femorale e tibiale, mentre l’inserto interposto e la componente rotulea sono in materiale plastico (polietilene ad alta resistenza).

 

Trattamento rieducativo post-intervento

A seguito dell’intervento il paziente viene sottoposto ad un trattamento rieducativo dell’articolazione che porta ad un ripristino del movimento ampio del ginocchio, estensione completa e valida attività muscolare.

Il tutto permette un ritorno all’esecuzione delle attività di vita quotidiana sacrificate in precedenza.

NGC Medical, grazie alla collaborazione dei migliori produttori presenti sul mercato mette a disposizione una vasta scelta di dispositivi medici tra i quali scegliere a seconda delle più svariate esigenze. 

 

*Fonte dati: 

J Bone Joint Surg Am. 2007 Apr;89(4):780-5. Projections of primary and revision hip and knee arthroplasty in the United States from 2005 to 2030. Kurtz S1, Ong K, Lau E, Mowat F, Halpern M.

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